BLOUSE
I BLOUSE sono una trio di Portland, Oregon, nato come progetto nell’estate del 2010 dall’incontro alla scuola d’arte di Los Angeles tra Charlie Hilton e Patrick Adams.
Dopo sole due tracce demo pubblicate su bandcamp la band è stata scelta da Mike Sniper della Captured Tracks (e mente dei fenomenali Blank Dogs). Il primo singolo dei Blouse, ‘Into Black’, è uscito per la Captured Tracks a Marzo 2011, mentre Sub Pop ha pubblicato il loro secondo singolo, ‘Shadow’, a Giugno. La Captured Tracks a Novembre 2011 ha pubblicato il loro omonimo esordio, ben accolto dalla critica internazionale.
I BLOUSE hanno un tocco unico capace di giocare con la wave e l’indie, con uno spettro di influenze che dal sound oscuro di Siouxsie and the Banshees e le trovate vintage di Zola Jesus si muove verso il pop morbido dei Beach House e le incursioni synth pop di Visage, Fad Gadget e Soft Cell, fino al tocco da modernariato minimal electro di Ladytron e Client.
La voce dell’affascinante Charlie Hilton è perfetta per il sound della band, e l’esordio dei Blouse funziona come un meccanismo ben oliato capace di portare alla mente le migliori produzioni di genere degli anni ’80. Dal vivo i Blouse si presentano con una formazione ampliata a quattro elementi, con tastiere e batterista. La band ha già suonato su e giù per gli USA e si appresta ora ha fare il suo primo tour europeo.
Per la prima volta in Italia i BLOUSE, suoneranno il 24 Febbraio al Covo di Bologna e il 25 al Circolo degli Artisti di Roma. I Blouse sono un giovane trio proveniente da Portland, Oregon, ed il loro omonimo esordio è uscito per Captured Tracks. Il sound dei Blouse si muove tra passione wave e atmosfere dark, con incursioni nel synth pop di Fad Gadget, Visage e Soft Cell, e un occhio verso i suoni electro vintage di Client, Ladytron e Zola Jesus.
Streaming audio integrale dell’omonimo esordio dei BLOUSE
soundcloud.com/fadermedia/sets/blouses-s-t-lp
Info BLOUSE:
www.blouseblouse.com
capturedtracks.com/artists/blouse
www.facebook.com/bblouse
bbblouse.bandcamp.com
MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO
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myspace
Quattro ragazzi si ritrovano fracassati dopo un incidente d’auto.
Gli toccherà, loro malgrado, fare i conti con il dolore post-operatorio, chi per una gamba rotta, chi per un ginocchio frantumato e chi per una milza asportata.
Sviluppano quindi nei corridoi dell’ospedale di Lanciano (Chieti) la loro filosofia, di una semplicità affascinante: l’unica alternativa al dolore è il piacere, in ogni sua forma più personale e astratta; e si promettono di lottare strenuamente, contro tutti coloro che per il proprio tornaconto e per opportunismo puro, hanno reso questa nostra vita un insopportabile (bisogna ammetterlo) tormento.
La loro rabbia e la loro ironia verbale e sonora l’inseriscono di diritto tra i migliori gruppi indipendenti (indipendenti per davvero, non a chiacchiere!) del momento. Entrano ai primi dieci posti della “Top 50 brand new 2010” del MeiWeb, classifica dedicata alla musica emergente, con il singolo “Nei Palazzi”, ricevono il premio al MEI per l’innovazione tecnologica nella promozione musicale. Come un esercito affamato vincono TUTTI i concorsi ai quali partecipano (tra cui Italia Wave, Primo Maggio Tutto l’Anno, Il Rock è Tratto ecc.) dei quali l’ultimo e più importante li vede scelti dalla giuria del festival UPLOAD di Bolzano, alla cui direzione c’è il Sig. (toglietevi il cappello) Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, come rappresentanti dell’Italia al POPKOMM di Berlino. Vincono il “Premio produzione al MArteLive 2010”, entrano quindi nel roster dell’etichetta MArteLabel e con questa registrano il loro album d’esordio ufficiale “AUFF!” con la produzione artistica di Manuele “Max Stirner” Fusaroli (Zen Circus, Luci della centrale elettrica, Nada, Tre Allegri Ragazzi Morti, Teatro degli Orrori e chi più ne ha più ne metta).
Luca Romagnoli (voce), Marco Di Nardo (chitarra), Andrea Paone (basso) e Nicola Ceroli (batteria) si definiscono Poeti Provinciali. La loro strategia, pensata all’ombra delle montagne Abruzzesi, si propone – tra un’osteria e un palcoscenico – di martellare il cervello di tutti gli abitanti dello stivale, mettendo in scena (specialmente in sede live) un vero e proprio teatro vivido e spietato, in cui è la vita stessa a farla da protagonista, con tutte le sue contraddizioni e situazioni grottesche.
Sono NON violenti (ma a vederli sul palco non si direbbe) e innamorati della vita; quindi non sopportano le gabbie, le manette e i confini.
Non vi lasceranno scelte: o siete con loro, oppure contro di loro!
Dicono dei MaDe DoPo:
“Il giovane quartetto abruzzese spalanca il sipario sulle contraddizioni e debolezze umane, sbattendole in faccia con foga teatrale priva di manierismi, puntellando i testi declamatori e dissacranti di spigolature wave e precise ritmiche angolari…”
(Luca Minutolo – FUORI DAL MUCCHIO)
“Riescono a unire il punk, alcuni tratti del cantautorato di denuncia e un’ironia dissacrante di straordinario impatto” (Alessio Gallorini – ONDALTERNATIVA)
“Fa strano perchè questi ragazzi abruzzesi cavalcano i loro tormenti provinciali con la dirompente forza di chi ha in pugno un teatro gremito di gioventù sonica”
(Manuel Graziani – RUMORE)
“… una delle più belle e interessanti novità del nostro panorama. C’è dentro l’apocalisse di parole declamate con sarcasmo, rabbia e sofferenza, chitarre in un misto di grezzume punk e freschezza indie, liriche capaci di colpire dritto al cuore anche senza passare per la via più diretta…”
(Fabio Gallato – IMPATTO SONORO)
“E’ una crisi profonda, quasi da bava alla bocca, ma intelligente. Questi ragazzi celebrano il “punk celebrale”, da pogare con il dizionario in mano o quantomeno con un’espressione meditativa e crucciata…”
(Josè Leaci – SALTINARIA)
“Intelligentissimo progetto concettuale che assembla CCCP, rock’n’roll, il punk sozzo dei vicoli londinesi post-Sex Pistols, i due generi sopracitati, un certo cantautorato colto (Tenco piuttosto che Battiato) ma soprattutto una dirompente forza d’urto nei testi. Band giovane. Ma non sembra. Il frontman è un’attrazione pura. Prova a volare con le sue alucce d’angelo, urla, si dimena, ispirato, prende a pugni l’aria, mentre scorrono idealmente le immagini di guerre, lobotomie moderne, aborti, morti, piccole e grandi apocalissi del nostro tempo. Piacciono. Convincono!”
(Emanuele Tamagnini – NERDS ATTACK)
“L’interpretazione della fantasia in musica, chitarre acide che incidono indelebili solchi nel cervello, la mia
fuga dalla realtà diventa imminente. Live in Punkow non è poi cosi lontano. Vive. Tutto diventa strano, corrosivo, il momento della ribalta che esce allo scoperto, il sangue rosso fuoco dentro le stanche vene”
(Riccardo Merolli – ROCKAMBULA)








